Storie di Latte

Il blog del Primiero


Come comporre un tagliere che racconti i sapori e le armonie di Primiero

Ci sono preparazioni di cui non ci stancheremo mai, ma che hanno bisogno, di tanto in tanto, di essere un po’ ripensate, giusto per soddisfare la nostra inguaribile curiosità di provare esperienze nuove. Il tagliere di formaggi, soprattutto quando incontra salumi, frutta e piccoli accompagnamenti, rientra in pieno in questa categoria. Sia chiaro: non si tratta di stravolgere la tradizione, bensì di renderla più invitante, più attuale, più vicina al nostro modo di stare oggi a tavola: informale, condiviso, attento più alla qualità che all’effetto.

L’assaggio come percorso da scoprire

Qui in Primiero, quando si prepara un tagliere è un po’ come allestire un assaggio del territorio. I formaggi del Caseificio diventano tappe di un percorso che parla di latte di montagna, di stagioni che si alternano, di mani esperte che trasformano una materia prima semplice come il latte in un prodotto ricco di identità. L’obiettivo non è stupire, ma accompagnare, costruendo un equilibrio di sapori, consistenze e colori che inviti all’assaggio.

Ph: Caseificio di Primiero

Il bello di avere libertà di scelta

Il punto di partenza è sempre la scelta dei formaggi. Non ci sono regole precise, perché ogni tagliere è una sorta di “interpretazione”. L’importante che si riesca a creare un’armonia tra freschezza e stagionatura. Accanto ai grandi classici, è importante dare spazio anche ai prodotti più delicati. Un buon punto di partenza, per aprire il tagliere con gentilezza, può essere la nostra classica Tosèla, con la sua pasta morbida e il gusto lattico. È un formaggio che invita all’assaggio, abbinandosi naturalmente a pane tostato, a una composta delicata o a una verdura appena scottata, senza sovrapposizioni.

Ph: Caseificio di Primiero

Un piacevole gioco di contrasti

Proseguendo, si può optare per un Primiero fresco o un Fontal, grazie ai quali mantenere una piacevole dolcezza, con note erbacee che richiamano i prati delle nostre valli. Qui trovano posto salumi non invadenti, come una lucanica trentina dolce, un prosciutto crudo poco stagionato o uno speck tagliato abbastanza sottile. Qualche fettina di mela trentina, di pera di stagione o una confettura leggermente acidula ai frutti rossi aggiungono freschezza e aiutano a pulire il palato.

Ph: Shutterstock

Un posto d’onore al nostro Primiero

Il cuore del tagliere può essere affidato al Primiero stagionato, più strutturato, con aromi complessi e una pasta compatta. È il momento di accompagnamenti un po’ più decisi ma sempre misurati: pane ai cereali, noci o nocciole, un filo di miele di montagna, magari di castagno, capace di creare un contrasto interessante senza coprire il formaggio. Anche qualche verdura sottaceto, come cipolline agrodolci o cetriolini, trova qui una collocazione naturale.

Chi non può mancare è il Trentingrana

A chiudere il percorso noi consigliamo sempre il Trentingrana, simbolo di una lunga tradizione e di una pazienza che si misura in mesi, se non in anni. Il suo sapore pieno e persistente dialoga bene con frutta secca, fichi essiccati, scaglie sottili e, per chi lo desidera, con un calice di vino rosso non troppo tannico. Ottimo anche l’abbinamento con qualche chicco d’uva fresca. È un finale che resta impresso, senza bisogno di eccessi.

Per svecchiare il concetto di tagliere non servono effetti speciali. Basta cambiare prospettiva: alternare pieni e vuoti, spezzare la rigidità delle file perfette, giocare con altezze e piccoli contenitori per miele, confetture o verdure, lasciare che il legno o la pietra del supporto restino visibili per creare un’atmosfera più naturale e accogliente. Che sia per le feste, per un pranzo tra amici o per una cena improvvisata, il tagliere diventa così una tavola in miniatura. Un modo autentico e contemporaneo per valorizzare i formaggi del Caseificio di Primiero, rispettando la tradizione e allo stesso tempo aprendola a nuovi equilibri, sempre fedeli alla montagna da cui tutto ha origine.

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