I prati stabili e i pascoli di Primiero sono diventati Presidio Slow Food
Parlare bene della natura è un po’ come parlare bene della mamma. E non è un caso infatti se usiamo dire madre natura, quando ci riferiamo alla sua forza generatrice universale. Alla domanda però se preferiamo il prato del giardino - fresco, morbido e bello ordinato – al prato che troviamo in montagna, che ha sì molti profumi ma è tutt’altro che uniforme e non si presta altrettanto bene per camminarci sopra a piedi nudi (anche perché lo frequentano, guarda un po’, un gran numero di insetti), è molto probabile che la maggioranza di noi propenda per il primo. Se poi passiamo, come seconda domanda, al significato dell’espressione prato stabile, è molto, molto probabile che una grandissima parte di noi vada a digitare su Google e aspetti il responso di AI Overwiew.

La nascita del Presidio nel 2024
Il responso, come potete verificare in tempo reale, potrà essere più o meno di questo tipo: un prato stabile, o prato permanente, è un tappeto erboso che non viene arato e dissodato per molti anni e che si mantiene tale grazie a sfalci, pascolo e concimazione naturale, creando un ecosistema ricco di biodiversità vegetale e animale, importante per l’ambiente e per la produzione di formaggi di alta qualità. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo del 2023 e oggi torniamo sull’argomento perché nel frattempo, per l’esattezza nel settembre del 2024, è nato il Presidio Slow Food dei prati stabili e dei pascoli, con noi del Caseificio di Primiero tra i primi trenta produttori coinvolti.

Cos’è davvero un prato stabile
Al di là della risposta che si può leggere su Google, noi sappiamo che il prato stabile è il risultato di un equilibrio delicato e paziente tra natura e lavoro umano. È un ambiente vivo, stratificato, dove convivono moltissime diverse essenze: graminacee, leguminose, fiori spontanei, erbe aromatiche. Nelle Alpi si contano oltre un centinaio di tipologie differenti di prato stabile, legate all’altitudine, all’esposizione, al suolo. Questa straordinaria varietà non è un dettaglio botanico, ma è la base di tutto ciò che ne deriva: il fieno, l’alimentazione degli animali, la qualità del latte, il profilo aromatico dei formaggi. Senza la presenza dei pastori e degli allevatori, però, questi prati non esisterebbero: abbandonati, diventerebbero prima arbusteti e poi boschi, perdendo quella biodiversità che li rende unici.

Il valore del riconoscimento Slow Food
La nascita del Presidio Slow Food dei prati stabili e dei pascoli rappresenta molto più di un’etichetta o di un marchio. È il riconoscimento di un modello agricolo e zootecnico che oggi appare quasi controcorrente, ma che in realtà risponde in modo concreto ad alcune delle grandi sfide del nostro tempo: la crisi climatica, la perdita di biodiversità e lo spopolamento delle terre alte. I prati stabili sono infatti importanti serbatoi di carbonio, paragonabili a boschi e foreste, e svolgono un ruolo fondamentale nella stabilità dei versanti, nella prevenzione di frane, slavine e incendi. Allo stesso tempo garantiscono benessere animale e producono alimenti più sani e più buoni, ricchi di antiossidanti, con un migliore equilibrio tra acidi grassi e una complessità aromatica che non può essere replicata altrove. Il Presidio nasce per proteggere tutto questo e per renderlo riconoscibile anche a chi, acquista i formaggi.

Perché è così importante per Primiero
Qui in Primiero i prati stabili e i pascoli non sono uno sfondo paesaggistico, bensì il cuore stesso della filiera casearia e dell’identità della valle. Sono il motivo per cui i nostri formaggi hanno un carattere riconoscibile, legato alle stagioni, alle malghe, alle fioriture estive. Aderire al Presidio Slow Food significa dare valore al lavoro quotidiano degli allevatori e alla scelta di continuare a presidiare il territorio anche quando è faticoso farlo.
