Le Aquile, guide alpine di San Martino e Primiero
A San Martino di Castrozza c’è statua dedicata a due aquile storiche. Non avevano ali e becco uncinato, ma in cima alle vette sapevano bene come arrivarci. Si chiamavano Michele Bettega e Bortolo Zagonel e furono i fondatori, insieme a Giuseppe Zecchini e Antonio Tavernaro, del primo nucleo di guide alpine di Primiero: le Aquile di San Martino. Dopo quasi 150 anni il sodalizio è attivo più che mai. Per farne parte non basta il titolo professionale di guida alpina: è richiesto anche un legame diretto con le montagne di Primiero, perché la conoscenza dei luoghi resta centrale nel loro lavoro. Oggi il gruppo conta diverse decine di professionisti, tra guide attive, aspiranti e membri emeriti. Operano in tutte le discipline della montagna, dall’alpinismo alle escursioni, con un’offerta che si è ampliata nel tempo per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più vario.
Le origini delle Aquile
La storia di Michele Bettega, considerato la prima guida alpina di Primiero, parte da una famiglia contadina di Transacqua. Ancora adolescente portava le vacche in alpeggio e fu così che, un po’ alla volta, maturò familiarità e dimestichezza con l’alta montagna. Nel 1878 accompagnò due alpinisti inglesi sulla cima del Cimon della Pala. Fu un episodio che segnò una svolta nella sua vita, perché la presenza di visitatori stranieri interessati alle Dolomiti era in crescita e la domanda di accompagnamento in montagna era sempre più frequente. Bettega, insieme a Bortolo Zagonel, Giuseppe Zecchini e Antonio Tavernaro, formò così il primo nucleo di guide riconosciute. Nel 1881 nacque un vero e proprio sodalizio, ispirato a esperienze simili già attive in altre aree alpine. Il nome “Aquile di San Martino” arrivò qualche tempo dopo, attribuito dai clienti che ne apprezzavano la capacità tecnica e la sicurezza nei movimenti. L’impresa forse più ricordata di questa prima parte di storia riguarda la parete sud della Marmolada vinta nel 1901 dall’inglese Beatrice Tomasson, accompagnata proprio da Michele Bettega e Bortolo Zagonel. Nel corso dei decenni, le guide di Primiero contribuirono a esplorare le Pale, aprirono nuove vie e resero accessibili cime fino ad allora ritenute inavvicinabili.


L’importanza delle Aquile nello sviluppo di Primiero
L’attività delle Aquile ebbe un ruolo importante anche nello sviluppo turistico della valle. In un periodo in cui il viaggio verso le Dolomiti richiedeva tempo e organizzazione, la presenza di guide affidabili rappresentava un elemento decisivo per chi arrivava da lontano. Le imprese alpinistiche, raccontate e condivise, contribuirono a costruire la reputazione di
Primiero ben oltre i confini locali. Nel Novecento il gruppo si strutturò in modo più formale, con una sede a San Martino di Castrozza e un’organizzazione stabile. Nel dopoguerra, l’ingresso di nuove figure provenienti anche dalla Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Passo Rolle portò competenze aggiornate e consolidò il livello tecnico del gruppo. Parallelamente, alcune guide parteciparono a spedizioni extraeuropee, portando il nome delle Aquile anche su montagne lontane.

Dove operano le Aquile
L’area di attività delle Aquile comprende principalmente le Pale di San Martino, la catena del Lagorai e parte delle Dolomiti Bellunesi. È un territorio vario, che alterna ambienti dolomitici a zone di origine vulcanica, boschi e vallate laterali come la Val Canali, la Val Noana e il Vanoi. All’interno del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, le guide accompagnano lungo itinerari che spaziano dalle quote più basse fino agli altipiani e alle pareti rocciose, adattando le proposte alle condizioni e alle stagioni.

Le attività estive delle Aquile
Le proposte coprono diversi livelli di esperienza. L’arrampicata sportiva è uno dei punti di partenza più accessibili: si svolge su falesie attrezzate e permette di prendere confidenza con la roccia in sicurezza. Le vie ferrate rappresentano un altro modo per entrare nell’ambiente verticale. I percorsi attrezzati consentono di affrontare tratti esposti con l’ausilio di cavi e staffe, sempre sotto la supervisione delle guide, che insegnano l’uso corretto dell’attrezzatura e la progressione. Negli ultimi anni si è diffuso anche il canyoning, praticato nelle forre scavate dai torrenti. È un’attività che unisce cammino, acqua e brevi calate in corda, accessibile anche a chi non ha esperienza specifica. L’alpinismo resta una parte centrale del lavoro delle Aquile. Le ascensioni sulle Pale offrono itinerari di diversa difficoltà, dalle vie classiche alle salite più impegnative. In questo caso la guida diventa un riferimento costante per la scelta del percorso, la gestione dei tempi e la lettura delle condizioni. Accanto alle attività più tecniche, trovano spazio trekking ed escursioni. Si va dalle passeggiate nei boschi alle traversate di più giorni tra rifugi, con itinerari che permettono di conoscere il territorio anche dal punto di vista naturalistico e storico.

Le attività invernali delle Aquile
Con l’inverno cambia l’ambiente e le attività. L’arrampicata su ghiaccio si pratica sulle cascate gelate e richiede l’uso di ramponi e piccozze. È una disciplina che necessita attenzione e preparazione, per questo viene affrontata con il supporto delle guide, che valutano le condizioni del ghiaccio e insegnano le tecniche di base. Lo sci fuori pista è un’altra attività diffusa. A differenza dello sci su pista, qui entrano in gioco fattori come la stabilità del manto nevoso e la conformazione del terreno. La guida accompagna nella scelta degli itinerari e fornisce indicazioni utili per muoversi in sicurezza. Le escursioni con le ciaspole permettono invece un approccio più tranquillo alla montagna invernale. Si cammina sulla neve lungo percorsi boschivi o su altipiani, osservando un ambiente che cambia ritmo e colori rispetto all’estate. Lo scialpinismo completa il quadro. È un’attività che unisce salita e discesa con gli sci, lontano dagli impianti. Richiede allenamento e capacità di valutazione, perché le condizioni possono variare rapidamente.

I lavori in corda
Oltre all’accompagnamento, le Aquile si occupano di lavori in quota di tipo civile e industriale. Intervengono in contesti dove è necessario operare con funi e sistemi di sicurezza, come manutenzione di pareti rocciose, installazione di vie ferrate, pulizia e interventi su strutture difficili da raggiungere con mezzi tradizionali. Collaborano con aziende ed enti pubblici, fornendo anche consulenze e formazione per l’utilizzo dei dispositivi di protezione. È un ambito meno visibile, ma strettamente legato alle competenze tecniche della guida alpina.

Le Aquile di San Martino sono anche grandi narratori. Trascorrere una giornata in loro compagnia non porta solo alla scoperta del territorio, ma anche della sua gente, degli usi e delle tradizioni locali. Le Aquile sono una vera e propria istituzione in Primiero. La loro storia segue quella della valle, adattandosi ai cambiamenti senza mai perdere l’identità della comunità cui appartengono. Il loro lavoro, che si tratti di una ferrata, di un percorso sulla neve o di una discesa in torrente, rimane sempre quello di rendere accessibili ambienti che richiedono attenzione, rispetto e conoscenza.
La statua dedicata a Michele Bettega e Bortolo Zagonel è stata inaugurata a San Martino di Castrozza il 10 novembre 2024 ed è opera dell'artista gardenese Matthias Verginer.