Palaronda: il grande tour della Pale di San Martino
Da qualunque parte le si guardi, le Dolomiti sono montagne dal fascino unico. Questo fascino aumenta, man mano che si risalgono le valli, fino a diventare un’attrazione irresistibile. Una volta giunti ai loro piedi i monti pallidi sembrano che ci osservino, sfidandoci a salire in quota per scoprirne le bellezze nascoste… Le Pale di San Martino, viste da Primiero, sembrano una muraglia inespugnabile, ma chi ha la curiosità e la preparazione per entrarci scopre un mondo magico, fatto di altopiani di roccia chiara, ghiacciai in miniatura e rifugi eroici. Prima di lasciarci trasportare dall'entusiasmo, però, una premessa ci sta molto a cuore: l'escursionismo non è tutto uguale. Salire su un gruppo dolomitico come le Pale non può essere preso alla leggera: serve un minimo di preparazione fisica, sufficiente esperienza e un equipaggiamento adeguato. Ciò detto, quanto stiamo per raccontarvi comprende sia percorsi riservati a escursionisti esperti sia itinerari accessibili anche a chi ha una preparazione media, purché abituato a salite, dislivelli, sentieri sconnessi e, in alcuni tratti, un po' di esposizione. Se avete dubbi sulle vostre capacità, affidarsi a una guida alpina resta sempre la scelta più saggia: a San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero non mancano professionisti pronti ad accompagnarvi in sicurezza.

Un mondo di roccia tutto da scoprire
Le Pale di San Martino sono il gruppo dolomitico più vasto di tutte le Dolomiti, con un'estensione di circa 240 km² a cavallo tra Trentino e provincia di Belluno. Nel loro cuore si apre l'altopiano, una distesa rocciosa di circa 50 km² che si colloca tra i 2.500 e i 2.700 metri di quota: è il pianoro carsico e irregolare, punteggiato di conche e doline, che ispirò Dino Buzzati nella creazione del suo capolavoro "Il deserto dei tartari". Cinque rifugi custodiscono questo territorio – Rosetta, Pradidali, Mulaz, Velo della Madonna e Canali-Treviso – punti d'appoggio preziosi per chi vuole addentrarsi tra le cime. Alle Pale si accede da più versanti: da San Martino di Castrozza con gli impianti Colverde-Rosetta, da Passo Rolle attraverso la Val Venegia, oppure a piedi dalla nostra Val Canali, forse la porta più suggestiva di tutte.

Cos'è il Palaronda
Il Palaronda è uno dei percorsi imperdibili per gli escursionisti innamorati delle Dolomiti. Un giro ad anello, di più giorni, che permette di attraversare l'intero massiccio partendo e tornando allo stesso punto, pernottando di volta in volta in rifugi d'alta quota. Esistono diversi livelli di impegno, ma escludendo naturalmente chi non ha né preparazione né equipaggiamento adeguato, i percorsi si dividono in due tipologie: quelli che si sviluppano interamente su sentiero, senza tratti attrezzati, e quelli che includono una o più vie ferrate. I primi sono pensati per un escursionista di media esperienza, capace comunque di affrontare salite e dislivelli importanti, camminando per diverse ore; i secondi si rivolgono invece a chi ha già dimestichezza con corde fisse, scale metalliche e passaggi esposti, ed è ben allenato a muoversi in ambiente alpinistico.

Sei itinerari per esplorare le Pale di San Martino
Il ventaglio di percorsi è veramente molto ampio. Il Palaronda Trek, che fa capo all’APT di San Martino di Castrozza, ne propone sei. Come sentieri senza ferrate, troviamo il Palaronda Trek – il più classico e accessibile – e il Palaronda Trek Nord, che esplora il settore settentrionale del gruppo, verso il Mulaz. Per chi invece cerca l'adrenalina delle vie attrezzate, abbiamo il Palaronda Ferrata Nord, il Palaronda Ferrata Sud, il Palaronda Ferrata Classic e, infine, il Palaronda Ferrata 360. Quest’ultimo è l'anello più lungo e completo: sei giorni percorrendo tutte le principali ferrate del massiccio. Ogni tour ha la propria durata, il proprio dislivello e un proprio carattere, ma tutti condividono la stessa promessa: giorno dopo giorno, il volto delle Pale che cambia sotto i propri passi.

Il Palaronda Trek, il percorso per tutti gli escursionisti
Il più abbordabile tra i sei – pur restando un impegno serio, da non sottovalutare – si chiama semplicemente Palaronda Trek, o Dolomiti Palaronda Trek. Si tratta di un anello di quattro giorni e tre notti, per circa 36 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello complessivo, che tocca tre dei cinque rifugi delle Pale. Si parte da San Martino di Castrozza e, con gli impianti Colverde-Rosetta, si sale subito in quota fino al Rifugio Rosetta, affacciato sul grande altopiano. Il giorno successivo si attraversa il Ghiacciaio della Fradusta e si scende al Rifugio Pradidali, tra le pareti di Sass Maor e Cima Canali. Da qui il percorso scende nella nostra Val Canali fino al Rifugio Treviso, prima di risalire e chiudere l'anello tornando al Rosetta e, infine, a San Martino. Nessun tratto attrezzato, ma gambe allenate e un po' di esperienza restano indispensabili.

I percorsi per chi ha solo un giorno per scoprire le Pale
Non tutti hanno tempo, gambe o voglia di affrontare un trekking di più giorni, ma le Pale sanno accontentare anche chi cerca una bella escursione in giornata. Il Giro della Pala di San Martino, per esempio, attraversa l'intero altopiano lunare partendo dal Rifugio Rosetta: lungo, spettacolare, con un tratto attrezzato ed esposto che richiede gambe allenate. Più abbordabile è la salita al Rifugio Treviso, nel cuore della Val Canali: un paio d'ore di cammino nel bosco, ideale anche per famiglie, con vista sulle guglie del Sass d'Ortiga e della Croda Granda. Chi cerca invece un anello più impegnativo può scegliere il giro Bivacco Minazio-Rifugio Pradidali, che tocca il selvaggio Passo delle Lede prima di rientrare in Val Canali: una giornata intera, riservata a escursionisti esperti. Infine, la salita in altopiano con discesa in Val di Roda regala uno dei panorami più belli sulle guglie del gruppo, alternando il pianoro roccioso a un breve tratto attrezzato verso il Passo di Ball.

Una vista eccezionale
Chi vive le Pale ogni giorno – i rifugisti, le guide, gli escursionisti più assidui – custodisce spesso piccoli segreti che raramente compaiono nelle guide ufficiali. Uno dei più affascinanti riguarda il panorama che si gode dai punti più elevati delle Pale, come Cima della Vezzana, che con i suoi 3.192 metri è la vetta più alta del gruppo. In particolari e rare giornate di eccezionale limpidezza atmosferica, lo sguardo spazia sulle Prealpi venete, sulla pianura e sul Mare Adriatico, permettendo anche di intravvedere il luccichio della laguna di Venezia. In linea d'aria ci sono circa 100-120 chilometri, una distanza che rientra nel limite dell'orizzonte visibile da quote superiori ai 2.500 metri: è il fenomeno opposto al celebre "stravedamento", che permette di vedere le Dolomiti da Venezia.

Che si scelga un'escursione di poche ore o l'anello di più giorni tra i rifugi, le Pale di San Martino restano una delle esperienze più autentiche che le nostre montagne possono regalare. Noi del Caseificio di Primiero, che di queste vette viviamo l'ombra ogni giorno, non possiamo che invitarvi a scoprirle: con rispetto, con preparazione e con gli occhi ben aperti.