Le api sentinelle del Vanoi: un progetto per conoscere la salute dei nostri pascoli
Dalle api al latte la distanza sembra grande, in realtà non è assolutamente così. Chi lo dice, e lo dimostra, è un progetto molto innovativo che coinvolge l’alta montagna del Vanoi. Protagoniste sono le api, questi meravigliosi insetti che oltre a svolgere un ruolo fondamentale per l’agricoltura, sono dei bioindicatori di eccezionale precisione. Le api infatti agiscono come sentinelle ecologiche del territorio, capaci di fornire informazioni preziose per conoscere l’ambiente in cui si muovono. Immaginate dunque cosa possono dirci, quando questo ambiente sono i prati polifiti d’alta quota in cui pascolano le nostre vacche! Ne abbiamo parlato con Emmanuele Maroso, presidente dell’associazione “Distretto Vanoi APS" e responsabile dell'iniziativa, che ci ha raccontato come tutto è nato e perché anche il Caseificio di Primiero ne è oggi partner convinto e appassionato.

L’idea di puntare sulle api e sul miele
L’associazione di promozione sociale Distretto Vanoi nasce tre anni fa a Canal San Bovo, dietro impulso dell'amministrazione comunale e con l’obiettivo di promuovere la valle valorizzandone l'agricoltura, le tradizioni e la cultura. Tra i circa settanta soci dell'associazione molti sono apicoltori e pertanto proprio il miele del Vanoi è stato scelto come filo conduttore, capace di unire ricerca, divulgazione, attività didattiche e sviluppo lavorativo per piccole realtà imprenditoriali. Tutte le nuove iniziative sono ovviamente pensate per essere in continuità con le altre realtà già presenti in valle, prima fra tutte l'Ecomuseo del Vanoi, attivo da oltre vent'anni nella valorizzazione delle tradizioni locali.

Un progetto per il futuro del Vanoi
Il Vanoi è un angolo di natura incontaminata, riconosciuto da anni come cuore verde del Trentino. Si è pensato che il modo migliore per valorizzare questo patrimonio naturale potesse nascere da un originale connubio tra tradizione e tecnologia. È nato così il progetto “Le api sentinelle della valle del Vanoi”: un biomonitoraggio ambientale tramite le api, tecnica già usata da decenni per verificare la salubrità dei territori. Sono state create cinque stazioni di monitoraggio, dislocate nelle località di Caoria, Zortea, Prade-Cicona, Gobbera-Solan e Ronco, e sono state affidate ad altrettanti apicoltori. Il progetto, articolato su tre anni, ha previsto dapprima l'acquisto delle stazioni di monitoraggio, poi il protocollo di raccolta dati, e quindi il coinvolgimento della comunità locale, dei visitatori e delle scuole del territorio.

Cinque stazioni con bilance hi-tec
Le cinque stazioni sono dotate di bilance hi-tech, fornite dalla startup trentina Melixa, che oltre a pesare l'arnia hanno dei sensori di temperatura interna ed esterna e hanno anche un conta-voli brevettato. Ogni ora i dati vengono trasmessi a un server, restituendo informazioni preziose sullo stato di salute dell'arnia, sulla posizione della regina e sulla produzione giornaliera di miele, utili anche agli apicoltori per la gestione quotidiana. Parallelamente si analizzano i pollini raccolti da ogni stazione e, novità di quest'anno, anche i metalli pesanti presenti nell'ambiente, per costruire nel tempo un quadro sempre più preciso dell'evoluzione del territorio.

L'incontro tra zootecnia e apicoltura
E qui entra in gioco il Caseificio di Primiero, che ha contribuito all'acquisto di un'arnia sentinella, portata, nella stagione estiva, a malga Fossernica. L'obiettivo è osservare l'attività delle api in alta quota, dai 1600 metri in su, dove si trovano i pascoli che danno vita al pregiato formaggio di malga. Lo scorso 20 maggio, in occasione della giornata mondiale delle api, nel convegno organizzato da Distretto Vanoi APS si è voluto enfatizzare proprio questo legame: l’ape che bottina in un alpeggio è in relazione diretta con la vacca che vi pascola, per cui preservare la biodiversità floreale significa garantire il futuro di entrambe le filiere di montagna. La zootecnia da latte in alta quota resisterà quanto più si riuscirà a difendere e tutelare gli insetti impollinatori e la flora che li nutre.

I rapporti con il Parco di Paneveggio e la Fondazione Edmund Mach
Il progetto non si esaurisce con le stazioni apistiche. Un ruolo importante lo riveste anche il Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino, che con la propria competenza nella lettura dell'ambiente ha affiancato l'iniziativa installando due nuove stazioni per la raccolta del polline volatile, a Caoria e a Prade Cicona, capaci di intercettare correnti d'aria diverse. Incrociando questi dati con i pollini raccolti dalle api si stanno delineando le prime mappe vegetazionali della valle, uno strumento prezioso per capire come cambierà il territorio. È in programma anche un confronto con la Fondazione Edmund Mach, tra le istituzioni più autorevoli nella ricerca apistica, che potrebbe diventare un partner fondamentale per l’analisi dei dati raccolti, utili per avere indicazioni concrete sul futuro dell'ambiente del Vanoi.

Un progetto per le nuove generazioni
Presso l'Ecomuseo è stata installata una dashboard didattica che restituisce in tempo reale i dati dell'ultima settimana, consultabile da residenti, turisti e passanti. Non è solo uno strumento scientifico, bensì un prezioso mezzo di sensibilizzazione verso le scuole e i più giovani, che fin dall'infanzia possono crescere con una consapevolezza più forte del valore dell'ambiente in cui vivono. I dati raccolti oggi, incrociati con quelli degli anni a venire, permetteranno di capire come cambierà il Vanoi: quanto si sposterà in quota la fioritura del rododendro, come reagirà la biodiversità ai cambiamenti climatici, quale futuro attende davvero i pascoli d'alta quota.

Rododendro e lampone: due mieli molto pregiati
Il Vanoi, quando si parla di miele, è sicuramente una terra di eccellenze. Il rododendro, che fiorisce dai 1600 fino a oltre i 2200 metri, tra metà giugno e inizio luglio, regala un miele particolarissimo, protagonista ogni anno dall'iniziativa "trekking tra api e rododendri” che attira escursionisti di ogni età e provenienza tra le vette che circondano la valle. Dopo la tempesta Vaia e l'arrivo del bostrico, parassita che ha decimato molti boschi di conifere, sta prendendo piede un altro miele molto pregiato. È il miele di lampone, caratterizzato da un aroma delicato, con sottili note fruttate. Accanto a questi due preziosi monoflora di montagna resta naturalmente il miele millefiori, raccolto da chi pratica un'apicoltura stanziale lungo tutto l'anno, il cui maggior pregio sta nella straordinaria biodiversità dei prati in cui bottinano le api.

Miele e formaggio
Quando degustiamo un formaggio abbinato a un miele, ambedue provenienti da territori come Primiero e Vanoi, dobbiamo sempre pensare che nelle loro filiere ci sono le stesse piante, gli stessi fiori, gli stessi pascoli curati con attenzione e costanza. È un legame che gli apicoltori del Vanoi custodiscono con amore, selezionando raccolte rigorosamente monoflorali capaci di esaltare le loro naturali alchimie di sapori. Questi mieli del Vanoi si trovano anche nel punto vendita del Caseificio a Mezzano. Si tratta ovviamente di quantità limitate, non sempre disponibili a scaffale.

Il progetto "Le api sentinelle della valle del Vanoi" unisce ambiente, tradizione e comunità dimostrando come dei piccoli insetti possano dare un grande contributo alla conoscenza del nostro territorio. Per il Caseificio di Primiero sostenere questa iniziativa significa investire nel futuro dei pascoli attraverso un’iniziativa che valorizza e rafforza le filiere agroalimentari di montagna.